Cimurro (malattia di carrè)


Si tratta di una malattia infettiva contagiosa a diffusione mondiale sostenuta da un virus del genere Morbillivirus (CDV= Canine Distemper Virus) che, oltre al cane può colpire anche i canidi selvatici (volpe, lupo, coyote, dingo, sciacallo), vari mustelidi e Procionidi.Anche nel gatto domestico nella tigre e nel leone pare sia possibile un'infezione asintomatica.

Fra i cani domestici, la malattia colpisce con maggiore frequenza i giovani (3°-6° mese).Fonti dell'infezione sono rappresentate dalle secrezioni e dagli escreti degli animali infetti (alte concentrazioni di virus si hanno nell'espettorato, nel secreto oculo nasale, nelle feci e nelle urine). Il virus pur diffondendosi per via aerogena anche a distanze rilevanti, non è particolarmente resistente nell'ambiente esterno ed è comunque sensibile ai comuni disinfettanti fra cui la "varechina" ( sol. di ipoclorito di sodio al 10%).SINTOMISi deve sempre sospettare un'infezione cimurrosa quando siano presenti almeno tre delle seguenti condizioni:
catarro oculo nasale
sintomi digestivi
sintomi respiratori
sintomi nervosi
ipertermia
animale giovane
Il virus ha grande affinità per gli epiteli vale a dire con i tessuti che rivestono gli organi, trachea bronchi, polmoni, intestino, occhi, pelle ecc.La malattia esordisce dopo 3-7 giorni d'incubazione con febbre difasica, depressione, anoressia, ed interessamento iniziale dell'apparato respiratorio (tosse, scolo nasale, laringite, tracheite, bronchite. broncopolmonite) per cui compare catarro denso che viene espettorato e che cola dalle narici. Compaiono poi sintomi digestivi (vomito e diarrea acquosa). Lesioni caratteristiche (dermatite vescicolo pustolosa) si trovano a carico della cute del piatto interno delle cosce.Ad una fase di relativo miglioramento delle condizioni generali segue una fase caratterizzata da disturbi neurologici dovuti al coinvolgimento del sistema nervoso centrale (convulsioni, iperattività, spasmi, fascicolazioni, alterazione dei riflessi, ecc.).Possono inoltre comparire retinite e neurite ottica che esitano in cecità.La malattia tende ad evolvere in alcune settimane e la mortalità può toccare punte dell'80%.Si può avere una totale remissione dei sintomi o una guarigione con sequele tra cui disturbi neuromuscolari, assenza dello smalto dentario, epilessia anche in tarda età.Un'altra delle possibili sequele delle forme a decorso prolungato è l'ipercheratosi del tartufo e dei cuscinetti palmari e plantari ("hard pad disease").PROFILASSI:vaccinale, la prima all'età compresa fra la sesta e la decima settimana di vita, necessita di un richiamo dopo tre quattro settimane, seguita da richiami annuali.igienico sanitaria, isolamento degli animali di nuova entrata, disinfezione dei locali con soluzioni al 10% di ipoclorito di sodio, formolo, fenolo.