FILARIOSI - CARDIOPOLMONARE


La Filariosi cardiopolmonare è una patologia risultante dall'infezione da Dirofilaria Immitis trasmessa da alcune specie di zanzare.
Prima di parlare dei danni è fatto obbligo di esplicare il Ciclo Vitale:
- Le zanzare femmine sono l'ospite intermedio che accoglie le larve al primo stadio (microfilarie) dopo averle succhiate da un cane infetto tramite la morsicatura dello stesso.
- Le larve che hanno diversi stadi di crescita in circa 15/20 giorni passano allo stadio L3. A questo punto le zanzare infette pungono altri cani e possono passare le larve L3.
- Le larve cosi iniettate nel nuovo ospite canino migrano dal sottocute fino al torrente vascolare in circa tre mesi eseguendo altre due mute fino a L5.
- I giovani di adulto arrivano dopo circa sei mesi all'interno delle arterie polmonari.
- I leucociti tendono ad aggregarsi ed intrappolare le microfilarie nel microcircolo polmonare dando luogo alcune volte a reazioni granulomatose.
- A questo punto in dipendenza dal numero dei vermi adulti iniziano le migrazioni fino all'arteria polmonare o in atrio destro o alla vena cava.
Dal ciclo è comprensibile come i cani che vivono all'esterno abbiano un indice di rischio quattro volte superiore ai cani che vivono all'interno.Patogenesi: L'estrinsecarsi della patologia e la gravità si è accertato dipendere dal numero delle filarie adulte che varia normalmente da una a più di 200 ogni cane.    I vermi si dislocano se inferiori a 50 (per esempio in un cane di circa 20 Kg) prevalentemente nell'arteria polmonare, se superano le 75 vanno anche in atrio destro e se superiori a 100 si ha la così detta sindrome della vena cava.   Sintomi: La sintomatologia è varia e dipende dalla durata dell'infestazione e dalle localizzazioni. Debolezza durante l'esercizio fisico, mancata resistenza, tosse e dispnea sono sintomi singoli o associati. La sincope è associata al grave coinvolgimento dell'arteria e ipertensione.  La pressione venosa centrale può aumentare fino a dare ascite.Diagnosi: La diagnostica si basa fondamentalmente in laboratorio sulla evidenziazione delle microfilarie circolanti che si può ottenere sia a fresco con o senza concentrazione delle stesse che tramite un esame di tipo ELISA. L'anamnesi può variare da nessun sintomo ad intolleranza all'esercizio fisico a tosse fino a grave insufficienza cardiaca congestlzia.   In dipendenza poi dai sintomi del paziente e dalla gravità della patologia bisogna verificare lo stato fisico dello stesso prima di effettuare una terapia. In ogni caso l'esame rx del torace è la più tecnica diagnostica strumentale forse più importante per determinare la gravità della patologia filarosica. La valutazione dei parametri ematologici serve per evidenziare oltre allo stato generale del paziente anche danni a livello dell'apparato renale o epatico. Alcune volte può essere utile un ECG e una Ecocardiografia per valutare i danni cardiaci soprattutto negli animali affetti da filariosi grave.Terapia: La terapia si fonda sulla eliminazione delle forme adulte di filaria e sulle microfilarie con grande accortezza agli emboli che le stesse, morte, possono provocare nell'organismo del paziente.  Bisogna innanzi tutto selezionare il paziente in base al rischio indi scegliere uno dei prodotti attualmente in commercio per l'eliminazione delle macrofilarie.  E buona norma per ridurre i rischi di tromboembolie, trattare i soggetti antecedentemente alla terapia filaricida degli adulti con Acetilsalicilati per circa 15 giorni e posteriormente per altre quattro settimane.  Attualmente sono in uso come filaricida delle forme adulte:
- RM340 di gran maneggevolezza in quanto iniettabile per via intramuscolare,
- La Tiacetarsamide sodica per via endovenosa in pratica quasi abbandonata.
Ambedue i protocolli terapeutici vanno sopportati con terapie sintomatiche per le eventuali complicanze.  Per quanto riguarda la terapia micro filaricida uno dei migliori farmaci èancora l'ivermectina.Prevenzione: E questa oggi la parte più importante per quanto riguarda la filariosi poiché permette di tenere l'infezione veramente sotto controllo. Negli ultimi anni le case farmaceutiche avendo sentore dell'importanza del Business "prevenzione filarie" si sono prodigate per immettere sul mercato nuovi prodotti atti ad eseguire una prevenzione. La molecola più vecchia ma sempre efficace è quella dell'ivermectina. A questo proposito va ricordato per un'ennesima volta l'uso improprio che è fatto da alcuni dell'Ivomec. Questo farmaco a base d'ivermectina iniettabile non è stato registrato per l'uso in cani e gatti ma solo per grossi animali da reddito pertanto è preferibile se non obbligatorio usare per la profilassi della Filariosi il relativo prodotto commerciale per via orale studiato appositamente per cani (Cardotek).   Certamente più costoso è però giustamente dosato ed estremamente maneggevole per l'uso sui cani. La somministrazione è mensile durante i mesi caldi (circa da Aprile ad Ottobre) e l'azione è retroattiva di circa un mese.  Altri prodotti attualmente in commercio sono la Dietilcabamazina, la Mossidectina e la Mibemicina (Interceptor, Sentinel) ed anche questi vanno usati con una somministrazione mensile ad esclusione della Dietilcabamahazina che ha una somministrazione giornaliera.  E buona norma come riportato sul bugiardino dalle case produttrici far eseguire annualmente prima di iniziare la profilassi un esame per la ricerca delle microfilarie per escludere un'infestazione che potrebbe compromettere la profilassi e creare complicanze d'ordine sanitario per il cane trattato.  In conclusione appare chiaro che soprattutto in zone endemiche di zanzare sia assolutamente imperativo trattare in modo profilattico questa patologia con gli adeguati prodotti farmaceutici eliminando così un problema dal nostro allevamento